La notizia era venuta fuori qualche tempo fa, oggi Fca ha confermato le indagini da parte dell’Epa e del dipartimento della Giustizia americana sulle emissioni dei motori diesel venduti negli Stati Uniti con chiara citazione nel cosiddetto modello F20, la relazione che ogni anno le aziende quotate a Wall Street devono consegnare alla società di controllo della Borsa statunitense.

“’Abbiamo ricevuto richieste di informazioni da diverse autorità governative – si legge nel documento -. Indaghiamo e intendiamo cooperare con tutte le valide richieste del governo. Al momento non siamo in grado di prevedere l’esito delle indagini”.

Quel che si può prevedere sono delle sanzioni: 44.359 dollari per ogni auto che viola le norme, un totale di 4,6 miliardi visti i veicoli coinvolti.

Le accuse a Fiat Chrysler sono state mosse durante l’era Obama. L’elezione di Donald Trump ha portato alla guida dell’Epa Scott Pruitt, un anti-ambientalista che come il neo presidente a stelle e strisce è scettico sul tema dei cambiamenti climatici dovuti all’inquinamento. Come agiranno adesso?

Dal documento consegnato alla società di controllo della Borsa americana di oltre 300 pagine emergono anche gli stipendi dei vertici di Fca relativi al 2016. John Elkann in qualità di presidente ha guadagnato 2,4 milioni di euro, mentre all’amministratore delegato Sergio Marchionne sono andati 10,6 milioni di euro, frutto di un salario da 3,6 milioni più incentivi per 6,1 milioni e altri compensi vari da 917.670 euro.