Great Wall e 7milamiglialontano, concluso il giro del mondo

In undici mesi più di 74.000 km alternando alla guida dei due Great Wall 42 persone suddivise in sette equipaggi, ognuno dei quali è stato rappresentato da una Onlus benefica.

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Poco meno di un anno fa due Great Wall partivano da Brescia per un viaggio attraverso quattro continenti. Un viaggio attraverso luoghi e culture pensato dal team 7milamiglialontano, che già due anni fa aveva compiuto un’impresa nobile portando una Great Wall Steed 5 in dono all’ospedale di Malecku, in Nepal

È da diversi anni che il team 7milamiglialontano, guidato dal fotografo Giuliano Radici, unisce la passione per i viaggi e la fotografia all’aspetto umanitario. Questa volta, però, il progetto era veramente ambizioso e non privo di pericoli: in undici mesi più di 74.000 km alternando alla guida dei due Great Wall 42 persone suddivise in sette equipaggi, ognuno dei quali è stato rappresentato da una Onlus benefica: ANT per la tappa Italia-Kazakistan, Emergency per Kazakistan-Cina, Casa delle Donne per Canada-Panama, Coopi per Bolivia-Argentina, Cesvi per Sudafrica-Kenya e Centro Aiuti per l’Etiopia per Kenya-Italia.

I 42 membri dell’impresa hanno attraversato lande desolate, deserti di roccia e sabbia, laghi salati, piste di fango e strade di ogni tipo. Un’ottima prova di forza da fare invidia ai marchi più blasonati per Great Wall e per i due veicoli dell’impresa, la nuova H6 e lo Steed 5, che hanno riportato unicamente la sostituzione di un alternatore (nell’officina Great Wall di Windhoek, in Namibia) e di un cuscinetto sulle piste dell’Etiopia.

Anche l’ultima e più difficile parte del viaggio, quella africana, è stata affrontata con una determinazione e una passione che trasudano dai reportage di viaggio dei partecipanti che raccontano del passaggio da luoghi simbolici e mitici.

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Fra questi, per citarne alcuni relativi all’attraversata del continente africano, ci sono il Capo di Buona Speranza, la terribile Shark Island (dimenticata dai libri di storia, ma simbolo in negativo delle atrocità perpetrate dall’uomo), la foresta pietrificata nel Damaraland in Namibia, le imponenti cascate Vittoria di Livingstone e il lago Malawi.

Il percorso è stato rivoluzionato strada facendo per evitare, a volte senza riuscirci, le zone di guerra del continente africano e che hanno messo a dura prova non solo le abilità di guida ma anche quelle diplomatiche dei membri degli equipaggi: come i giorni di snervante attesa passati alla dogana tra Sudan ed Egitto dove i mezzi sono stati bloccati per un problema tra l’Aci italiana e lo Stato egiziano.

All’inizio di ottobre sarà allestita una settimana di mostra nell’ambito di Expoincittà, a Milano, dove sarà presentato un accurato e prezioso reportage, racchiuso nel cofanetto libro-dvd di 7MML “Around the World”, delle abitudini alimentari del nostro pianeta, raccolto ed elaborato lungo le strade dei quattro continenti attraversati.