Il 16 febbraio 2017 può essere ricordato come il giorno del grande sciopero dei taxi in tutta Italia, da Milano a Roma passando per Torino, contro Uber. Un’agitazione improvvisa ma programmata in concomitanza con il voto del Senato che ha dato il via libera al decreto Milleproroghe 2017, le cui norme fanno slittare le limitazioni ai servizi di noleggio con conducente (Ncc), Uber compreso. “Una sanatoria che favorisce gli abusivi”, commentano le associazioni di categoria.

L’emendamento delle polemiche, approvato dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato, sospende fino al 31 dicembre 2017 l’efficacia di una serie di norme che dovrebbero contrastare le pratiche abusive. Tra le misure che saltano, ad esempio, c’è l’obbligo per il conducente di tornare nella rimessa dopo aver accompagnato il cliente a destinazione.

Vista la situazione, i tassisti si dichiarano “pronti allo sciopero a oltranza”.

Il Codacons depositerà un esposto urgente alle Procure della Repubblica di Roma, Milano e Torino, chiedendo di aprire un’indagine sulla protesta, alla luce dell’interruzione di servizio pubblico e blocco stradale.

GLI OBBLICHI CHE SALTANO

Con il Milleproroghe si vanno a congelare le norme che prevedevano: che il servizo Ncc si rivolgesse ai clienti che ne fanno richiesta alla rimessa, per una determinata prestazione a tempo e/o viaggio; che le auto stazionassero all’interno delle rimesse, nei pontili di attracco o nella sede del vettore; che la rimessa si trovi esclusivamente nel territorio del comune che ha rilasciato l’autorizzazione.

Rimandati anche altri divieti, tra cui: il divieto per i noleggiatori privati di sostare in posteggi su suolo pubblico nei comuni dove ci sia il servizio taxi; l’obbligatorietà delle prenotazioni in rimessa; l’obbligatorietà per il conducente di iniziare e terminare il servizio nel garage situato nel comune che ha rilasciato l’autorizzazione.

UBER AUMENTA LE TARIFFE

Nel giorno del maxi-sciopero, trovare un taxi a Roma e Milano è stato impossibile. Gli utenti si sono rivolti allora proprio a Uber, ma anche in questo caso c’è stata la sorpresa: il prezzo delle corse è lievitato vertiginosamente. Per raggiungere gli aeroporti, la tariffa è stata anche tre volte superiore a quella di un taxi.

Per Fiumicino 138 euro, a fronte del prezzo fisso di 48 euro imposto ai tassisti romani, mentre per Malpensa si è arrivati a 463 euro, contro i 95 euro della tariffa fissa dei taxi. L’aumento dei prezzi è comunque una cosa normale per Uber: la tariffa, si legge sul sito, a “chiamata dinamica fa salire il prezzo di una corsa in modo incrementale”. Quindi, più richiesta c’è più il prezzo aumenta.