In sella alla scoperta dei passi dolomitici. Ecco tre percorsi

Naked, custom o grand cruiser? Qualunque sia la vostra moto è il momento di riaccendere i motori e scoprire tutto il fascino della montagna. Vi suggeriamo tre itinerari tematici per veri centauri appassionati dell’alta quota, nella splendida cornice delle Dolomiti, patrimonio dell’Unesco.

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Siamo ormai in primavera inoltrata, con la mente già all’estate. E con l’estate, se già non l’aveste, torna la voglia di risalire in sella alla propria moto per avventurarsi in montagna. Tra le mete favorite dei centauri, i passi dolomitici permettono di scoprire il territorio nei suoi aspetti più suggestivi e “selvaggi”, ma offrono anche percorsi rilassanti e panoramici.

Il saliscendi dei passi dolomitici coinvolge un’area molto estesa: dal Tre Croci al Giau e al Falzarego, con chilometri su chilometri alla ricerca della curva perfetta e del panorama migliore. Di percorsi ce ne sono tantissimi. Ecco quelli che vi consigliamo di non perdere.

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ITINERARIO ROMANTICO: CORTINA – PASSO TRE CROCI
Si parte dal centro di Cortina, da dove si prende la SS n. 48 delle Dolomiti seguendo poi le indicazioni per il passo Tre Croci. Dopo pochi chilometri ci si immerge nelle distese prative sopra la località Alverà, dalle quali si apre una meravigliosa vista sul gruppo del Pomagagnon e, alle spalle, sulla Tofana e sulla Regina delle Dolomiti.

Il percorso continua tra boschi e prati, con tornanti spigolosi alternati a lunghi rettilinei, e attraversa la località Rio Gere. Da passo Tre Croci, si apprezza il maestoso gruppo del Cristallo e in breve si raggiunge la meta a quota 1.805 metri. Da qui il viaggio può continuare verso le vallate e i passi limitrofi, in un susseguirsi di saliscendi.

Lungo la strada si trovano diversi punti di ristoro, come il ristorante Lago Scin, luogo ideale per gustare tipici piatti della cucina ampezzana e regionale, e l’agriturismo El Brite de Larieto, con i suoi caratteristici prodotti fatti in casa, la stalla e il caseificio annesso.

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ITINERARIO STORICO: CORTINA – PASSO FALZAREGO
Dal centro di Cortina si oltrepassa il fiume Boite, seguendo le indicazioni per il passo Falzarego. Lungo il percorso si incontrano le deviazioni per gli impianti di risalita di Piè Tofana, seggiovie della mitica pista Olympia, dove a gennaio, da 23 inverni consecutivi, si disputa la Coppa del Mondo di sci alpino femminile.

Superata la vallata ci si inoltra nel bosco, con la strada che attraversa un breve tunnel scavato nella roccia e dopo una serie di tornanti raggiunge Pocol, panoramica località di Cortina a quota 1.500 metri.

La strada per il passo Falzarego profuma di storia. A Pocol si trova il sacrario militare che conserva le ossa dei caduti della Prima Guerra Mondiale. Dalla strada dipartono poi parecchi itinerari di interesse naturalistico, alpinistico e storico: i siti di guerra sono visitabili a piedi, seguendo trincee e sentieri contraddistinti da tabelloni descrittivi.

Salendo di quota, appaiono in tutto il loro splendore la Tofana, il Lagazuoi, il Sass de Stria, l’Averau, il Nuvolau, le 5 Torri, i Lastoni del Formin, Cima Gallina, la Croda Negra. Arrivati a passo Falzarego, a quota 2.109 metri, il viaggio può continuare verso le vallate e i passi limitrofi, in un susseguirsi di saliscendi.

Lungo il percorso si incontrano luoghi di ristoro come il ristorante Tivoli dello chef stellato Graziano Prest, una delle migliori tavole di Cortina ai piedi delle Tofane, e Villa Argentina, ristorante di tradizione sulla cima di un colle con vista a 360 gradi.

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ITINERARIO PAESAGGISTICO: CORTINA – PASSO GIAU
Il Passo Giau è stato più volte Cima Coppi del Giro d’Italia ed è il più alto valico alpino dell’area di Cortina. Molto interessante dal punto di vista paesaggistico, sulla strada del Passo Giau gli appassionati centauri possono cimentarsi su pendenze particolarmente ripide e tornanti.

Partiti dal centro di Cortina, si passa il fiume Boite e si seguono le indicazioni della SS 48 delle Dolomiti per il Passo Falzarego. Fino alla località Pocol, la strada per i due passi è comune e solo quando si arriva tra gli alberghi Villa Argentina e Sport Hotel Pocol, la strada per il Passo Giau si dirama a sinistra.

Inizialmente l’itinerario appare pianeggiante e leggermente in discesa, ma subito dopo inizia la dura salita. La strada, infatti, ha una pendenza media dell’8,3% che si sente soprattutto nella parte centrale e finale. Lungo il percorso, si scorgono i resti della muraglia costruita nel 1753 dagli abitanti di San Vito di Cadore, obbligati dalla Commissione Internazionale Austriaco-Veneta a segnare i propri confini e il proprio dominio sul Passo Giau. Più in alto si trovano i resti delle vecchie miniere dalle quali si estraeva piombo e il tracciato della vecchia strada.

Immersi nella natura è facile incontrare volpi, marmotte e caprioli, in uno scenario così splendido e unico da essere stato scelto dal regista Richard Donner per girare alcune scene del film Ladyhawke negli Anni ‘80. Luoghi di ristoro lungo il percorso sono Malga Peziè de Parù, dove si possono gustare piatti classici della cucina ampezzana e di montagna, il ristorante Passo Giau, dove il buon cibo e i vini regionali pregiati sono i motivi per i quali è presente una clientela affezionata, e poco sotto al passo, sul versante di Selva di Cadore, il ristorante da Aurelio, segnalato da guide come il Gambero Rosso, Michelin, Veronelli, Gola in Tasca e Class.

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Melina Famà
Siciliana doc e amante di scarpe, borse e buon cibo. Laureata in Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano, si avvicina al mondo dei motori grazie al fidanzato, che la istruisce quasi come un maschiaccio. Gattara nell'animo, è admin di @igers_messina.