Il consumo di asfalto in Italia è sceso al minimo storico. Nel 2016 ne sono stati impiegati poco più di 22 milioni di tonnellate per costruire e tenere in salute le nostre strade, ovvero circa la metà di quanto si dovrebbe fare per le necessarie attività di manutenzione. I dati contenuti nell’analisi del Siteb, l’Associazione dei costruttori e manutentori delle strade, evidenziano dunque un nuovo passo indietro sul fronte delle attività di costruzione e manutenzione delle strade italiane dopo il dato positivo del 2015 (il primo dopo 9 anni di calo ininterrotto).

Lavori eccezionali connessi all’Expo di Milano, alla BREBEMI, alla TEN e alla Pedemontana hanno dato una spinta al settore, ma al netto di queste opere oggi i dati sono dimezzati rispetto a 10 anni fa. Il continuo rinvio dei lavori necessari e il mancato rifacimento periodico dei superficiali “tappetini d’usura” ha determinato in diverse parti del Paese spaccature e infiltrazioni d’acqua sulla superficie stradale che hanno compromesso molte arterie sin dalle fondazioni, rendendo necessari costosi lavori straordinari in profondità, non sostituibili dalle operazioni “tappa buche”.

“La situazione in Italia resta difficile – evidenzia Michele Turrini, presidente del Siteb –. Il patrimonio stradale è oggi molto degradato e notevoli sono i disagi per gli utenti della strada. Investiamo in manutenzione quanto 30 anni fa, ma su una rete molto più estesa e trafficata in condizioni già critiche da anni. Stimiamo che, a causa dei mancati investimenti negli ultimi 8 anni in manutenzione stradale per circa 10 miliardi di euro, per riportare la rete ai valori qualitativi standard del 2006 occorrerebbero almeno 40 miliardi di euro”.

“È ora che le strade e la loro adeguata manutenzione – conclude Turrini – entrino di diritto nell’agenda delle istituzioni, non solo durante le campagne elettorali e non solo per porre ‘toppe’ momentanee alle troppe buche sempre più diffuse nelle città. Il nostro Paese oggi non ha bisogno di grandi opere, ma di rimettere in sesto e in sicurezza la rete esistente prima che questa collassi”.