Mark Webber al termine del Campionato mondiale Endurance FIA 2016 chiuderà la carriera agonistica per diventare ambasciatore Porsche. Alla Sei Ore del Bahrain, il 19 novembre, il pilota australiano campione del mondo in carica gareggerà per l’ultima volta come pilota professionista per poi rappresentare Porsche in occasione di eventi internazionali e, in qualità di consulente, metterà a disposizione la sua esperienza nei programmi Motorsport.

Webber si occuperà anche dello scouting di nuovi talenti e della formazione dei nuovi piloti professionisti e dei numerosi piloti amatoriali Porsche in tutto il mondo. Accanto alla leggenda del rally Walter Röhrl, Webber è ora il secondo ambasciatore Porsche.

“Mark Webber incarna perfettamente i valori Porsche: sportività, capacità di resistenza, semplicità e duro lavoro, tutto focalizzato sul successo”, Oliver Blume, presidente del Consiglio di Amministrazione Porsche.

AUSSIE GRIT: LA STORIA DI MARK WEBBER
Karting, Formula Ford, Formula 3, Formula 3000, 215 Gran Premi in Formula Uno, comprese 9 vittorie e 42 podi, è nel 2013 che Webber trova la sua collocazione ideale in Porsche. Già nel 2015 vince il Campionato mondiale Endurance (WEC), un titolo per il quale aveva combattuto duramente, insieme a Timo Bernhard e Brendon Hartley, nel prototipo Le Mans 919 Hybrid.

mark webber ambasciatore porsche

Nella sua biografia “Aussie Grit: My Formula One Journey” pubblicato nel 2015, Webber offre una visione più approfondita della sua carriera. Nato il 27 agosto 1976, a 19 anni lascia la sua casa di Queanbeyan nel New South Wales, Australia, con un preciso obiettivo: proseguire la carriera di pilota in Inghilterra. Era uno dei tanti, non aveva sponsor ma aveva un talento naturale.

Vince il prestigioso Formula Ford Festival di Brands Hatch, corre in Formula 3 e in Formula 3000 ed è invitato a partecipare al programma giovani piloti Mercedes. La 24 Ore di Le Mans doveva essere il momento clou della stagione 1999. La vettura e il team erano i favoriti ma l’aerodinamica della vettura era troppo spinta e si alza letteralmente in volo nella sessione di qualifiche e nuovamente nel warm-up. Esce incolume da due terribili incidenti, e la sua carriera sembrava essere giunta a un punto morto.

Nel 2001, però, la fortuna gira a suo favore con un test drive di successo in Formula 1 per il team Benetton, che gli assicura una posizione di pilota collaudatore e di riserva.

mark webber ambasciatore porsche

Il debutto in Formula 1 è memorabile: nel 2002, al Gran Premio di Melbourne, conclude in quinta posizione con la Minardi. Nel 2005 conquista il primo podio con la Bmw Williams F1. Per poter festeggiare il primo successo nel circus, però, Mark deve aspettare il 131° Gran Premio della sua carriera (Germania 2009), vinto a bordo della Red Bull. Nel 2010 e nel 2012 vince il Gran Premio di Monaco.

La sua affinità con Porsche, comunque, non è una novità. Da adolescente guida una 911, presa in prestito da un amico e quando si compra la prima Porsche sceglie un modello Turbo. Oggi la sua collezione comprende una 918 Spyder, una 911 R, una GT3 RS (991), una 911 GT2 RS (997), una 911 GT3 RS 4.0, una 356 Cabriolet del 1954 e una Carrera 2.7 del 1974.