Il mercato italiano delle moto dopo il risveglio del 2015 (+6,4%) nel 2016 si è confermato in significativa crescita con 217.063 unità vendute (+12%), a fronte di sette anni di sequenze consecutive negative (dal 2008 al 2014). Sono i dati che emergono dalla seconda edizione de “La Capitale Automobile Moto”, il summit organizzato dal Centro Studi Fleet&Mobility e Agos che si è tenuto oggi a Roma.

L’analisi per tipologia mostra che gli scooter hanno venduto il 9% in più dello scorso anno e le moto il 22%, mentre i cinquantini sono ancora in territorio negativo (-1%). La ripresa nel 2016 è stata comunque netta nei volumi e ancor più ricca nei valori.

È vero che gli scooter (117.878) numericamente contano molto di più delle moto (75.936), ma il divario numerico tra le due categorie nel 2016 si è ridotto del 9% e le moto poi hanno listini decisamente superiori e margini diversi.

La situazione dei segmenti riafferma al primo posto le naked, con 26.387 moto e un incremento pari al +23,3%. Molto vicine le enduro stradali con 25.688 veicoli e una crescita del 31,5%. Seguono a distanza le moto da turismo con 8.839 unità e un +5,7%, le custom con 6.923 pezzi e un +12,3%; le sportive segnano 3.949 immatricolazioni e un leggero arretramento del -0,9%, infine forte recupero per le supermotard che con 2.920 pezzi realizzano la migliore performance con un +44,4%.

Sul versante della cilindrata dei motocicli, invece, la quota percentuale più elevata (36%) è detenuta da quelli compresi tra 126 e 350 cc. Segue la cilindrata che va dai 51 ai 125 cc. La quota più bassa spetta ai motocicli compresi tra 351 e 600 cc.