Secondo gli ingeneri Mercedes, il futuro della illuminotecnica in campo automotive sono le luci abbaglianti HD in cui in ogni faro lavorano chip con oltre un milione di microspecchi, quindi oltre due milioni complessivamente in un’auto.

In ogni faro sono montati quattro chip LED, ciascuno dei quali è dotato di 1.024 punti luce attivabili singolarmente. Sulla vettura risultano quindi complessivamente 8.192 pixel luminosi, ognuno dei quali può essere attivato singolarmente.

Tramite i sensori della vettura, gli algoritmi ricevono informazioni dettagliate sull’ambiente circostante e calcolano in tempo reale il valore di luminosità di ciascuno degli oltre due milioni di pixel, creando di fatto possibilità pressoché illimitate per una distribuzione ideale della luce, capace di adeguarsi in modo ottimale a qualsiasi condizione ambientale.

“Il fattore decisivo non è la tecnologia presente nei fari, ma l’intelligenza digitale che la regola”, Gunter Fischer, responsabile Exterior Body Development e Vehicle Operating Systems di Daimler.

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La tecnologia presentata da Mercedes nel 2015 con la concept car F015, già oggi realtà in una vettura dimostrativa – quindi a breve e lecito aspettarsela sulle nostre strade –, sfrutta sensori radar e telecamere che riconoscono gli altri veicoli, mentre potenti computer analizzano in millesimi di secondo i dati e le mappe digitali e comandano i fari in modo da adattare la distribuzione della luce in funzione di ogni specifica situazione.

Risultato: una visibilità ottimale per il guidatore, senza abbagliare gli altri utenti della strada, e innovative funzioni per garantire maggiore sicurezza.

Una tecnologia che non punta a raggiungere record in termini di profondità d’illuminazione, ma di ottenere, grazie alla luce digitale, la migliore visibilità e la massima brillantezza senza effetto abbagliante. La Digital Light permetterà anche ai veicoli di comunicare con gli altri utenti della strada: possono essere proiettati, ad esempio, simboli o strisce pedonali.