Prove Libere 2

Crono eccezionale per Marc Marquez nelle seconde libere del Gran Premio di Aragon. Il numero 93 della Honda ha fermato il cronometro sull’1’47”382, infliggendo un decimo e mezzo a Jorge Lorenzo e ben quattro decimi ad Andrea Dovizioso. I tre, come avvenuto nelle scorse gare, sembrano essere i più in forma e quelli che si giocheranno di certo la vittoria. Primo degli “umani” Cal Crutchlow, quarto, testimonial di una Honda in risalita rispetto alla mattinata, come confermato anche dal settimo tempo di Dani Pedrosa.

Andrea Iannone si porta nei piani alti, concludendo quinto e disintegrando il compagno di team Rins, soltanto sedicesimo. Sesto Danilo Petrucci, ottavo un performantissimo Alvaro Bautista davanti alla coppia Yamaha RossiViñales. Ennesima sessione da dimenticare per gli uomini in blu, distanti ben un secondo pieno dalla vetta e lontani da un setup ideale. Escluso per il momento dai primi dieci Franco Morbidelli, undicesimo e alle spalle dello spagnolo di un solo decimo. Irriconoscibile Zarco, diciassettesimo. Qui tutti i tempi delle FP2 del GP di Aragon.

Per il GP di Aragon, il team Reale Avintia Racing ha schierato Jordi Torres Fernandez (ultimo a oltre 3,5 secondi) al posto di Christophe Ponsson, a sua volta sostituto al Mugello di Tito Rabat, infortunatosi durante le qualifiche del GP Gran Bretagna a Silverstone. Per il pilota spagnolo di Rubí si tratta di un esordio assoluto in classe regina, dopo l’esperienza in Moto2 dal 2010 al 2014.

Curiosa la vicenda del cambio pilota. Ponsson, appresa giorni fa la notizia della sua “sostituzione”, ha emesso un comunicato stampa in cui ha dichiarato che nel contratto stipulato con Avintia non c’era alcuna opzione per risolvere l’accordo prima della naturale scadenza (quattro gare, fino al Giappone) e che non ha ricevuto comunicazioni da parte del team. Secondo Ponsson, la Dorna avrebbe espressamente chiesto ad Avintia un pilota di nazionalità spagnola e Cal Crutchlow e Jack Miller avrebbero fatto pressioni per sostituirlo. Pare che i due fossero preoccupati della quasi totale mancanza di esperienza da parte di Ponsson nel motomondiale. Il pilota della Superstock 1000 ha concluso così il suo comunicato: “Sono molto deluso, non so se continuerò con questo sport”.

Prove Libere 1

Dovizioso Aragon 2018

Nelle FP1 è andato in scena un vero e proprio “Ducati attack”. Se ormai la presenza di Dovizioso e Lorenzo, rispettivamente primo e quarto, non fa più strabuzzare gli occhi, ha sorpreso invece la seconda e terza posizione dei due piloti Pramac, Petrucci e Miller, capaci di issarsi in cima e mettersi alle spalle squadre e piloti ben più blasonati come Honda e Yamaha.

Sessione in netto chiaroscuro per Honda, con Marquez e Crutchlow in top 10 ma con distacchi vicini al secondo da Dovizioso e Pedrosa nelle vesti del gambero soltanto in 18^ posizione a due secondi dalla vetta. Yamaha, con Viñales e Rossi rispettivamente quinto e settimo, è stata abile a dare un colpo di reni nel finale e portarsi nei primi dieci. Spazio in top 10 anche per Zarco, Crutchlow e Iannone, che ha beffato il compagno di squadra Rins per due decimi. Qui tutti i tempi delle FP1 del GP di Aragon.

Lorenzo: “Ducati non ha mi ascoltato, ha preferito aumentare lo stipendio al Dovi”

Lorenzo Aragon 2018

Alla viglia del weekend di Aragon, Jorge Lorenzo è tornato a parlare della fine del suo matrimonio con la Ducati. Un matrimonio mai decollato e, anzi, iniziato praticamente sul finire. Dopo un anno passato in palese difficoltà con Dovizioso che trionfava e lottava per il titolo mondiale con Marquez, solo dopo la gara del Mugello di quest’anno, con quelle modifiche alla GP18 richieste da Lorenzo, il maiorchino è riuscito a dimostrare di essere pur sempre un tre volte campione del mondo.

“Stiamo vivendo un momento magico – ha dichiarato Lorenzo in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport –. Forse abbiamo la moto più forte, la Honda non sembra essere lontana e per la prima volta la Ducati è al top nel 95% dei circuiti. Può vincere quasi dappertutto. Questa avventura finirà tra poche gare, ma non voglio pensarci, voglio solo vincere il più possibile cercando di godermi ogni momento. Sono certo che al terzo anno con Ducati avrei ottenuto risultati ancora migliori”.

“Salire su questa moto è stato come cambiare categoria – ha detto Jorge ci sono differenze enormi con la Yamaha e sia io che Ducati abbiamo in qualche modo sottovalutato il tutto. Loro pensavano di aver preso un campione capace di vincere subito, io pensavo che fosse quasi impossibile, però credevo di faticare meno. Ducati non ha creduto alle parole che dicevo a Dall’Igna e a Domenicali, mancava pochissimo, quel piccolo pezzo che fisicamente mi facesse andare bene per tutta la gara. Avrebbero dovuto pensare che sono un tre volte campione del mondo, dovevano darmi ciò di cui avevo bisogno, invece hanno preferito aumentare lo stipendio di Dovizioso, che stava vincendo in quel momento, e prendere un pilota a basso costo”.