Marc Marquez vince il Gran Premio del Giappone e conquista il 7^ titolo iridato nel motomondiale. A soli 25 anni. Un alieno, un fenomeno, un drink armonioso ed equilibrato con un pizzico bello grosso di sregolatezza e pazzia che lo fanno stare costantemente appeso tra la vittoria e la sconfitta. Anche a Motegi, sulla pista di casa per la Honda, Marquez è riuscito a imporsi come un condottiero senza paura sbaragliando come birilli gli avversari. Primo fra tutti il rivale degli ultimi due anni, Andrea Dovizioso, generoso nel dare tutto e provarci senza timore ma incappato in una scivolata a due giri dal termine che ha consegnato con tre gare di anticipo il 7^ titolo a Marquez, il quinto in MotoGP e terzo di fila.

Belle prestazioni di Crutchlow e Rins, rispettivamente secondo e terzo. Il primo sempre incollato al duo di testa, capace anche di sopravanzare il cabroncito; il secondo bravo sulla distanza, segnale di una Suzuki in ripresa. Ce l’ha messa tutta Valentino Rossi, ma sia la posizione in griglia sia la solita incompatibilità tra la M1 e le gomme hanno fatto il resto, escludendo il Dottore dalla lotta per il podio e relegandolo in quarta posizione. Quinto posto per Bautista, che si leva lo sfizio di mettersi dietro Zarco e Viñales, molto in ombra rispetto al compagno di squadra. L’ordine di arrivo completo.

La cronaca della gara

Pronti-via, e Dovizioso mantiene la leadership davanti a un Jack Miller furioso, che entra duro prima su Zarco e poi su Crutchlow guadagnando la seconda posizione. Marquez subito dietro, davanti all’inglese, a Rins e Rossi. Il cabroncito non ci pensa due volte e infila Miller, andando alla caccia di Dovizioso. Rins e Rossi danno spettacolo, con il Dottore che forza le staccate per sopravanzare il portacolori Suzuki.

Giro tre, e Crutchlow scavalca Miller, portandosi vicino al codone del 93. Ritmo impressionante, ma tutti riescono a rimanere compatti. Iannone passa Zarco, e anche Crutchlow sopravanza a sorpresa Marquez, facendo un enorme favore al Dovi. Rossi passa al sesto giro Miller, tentando di ricongiungersi al podio, ma il distacco supera il secondo. Ottavo giro, e Marquez passa Crutchlow: è finito il tempo di giocare.

Il cabroncito spreme la sua Honda per agganciare Dovizioso, ma il distacco oscilla tra i tre decimi e il mezzo secondo. Undicesimo giro da incubo invece per Rossi, che si vede sopravanzare sia da un redivivo Iannone sia da Rins, scivolando in sesta posizione. Nel frattempo cade Miller dalla settima, un vero peccato per l’australiano. Iannone cerca di chiudere la forbice con il podio, risultando il più veloce in gara.

Turning point al giro 14, con Marquez che scalza Dovizioso per la prima volta, ma il Dovi è lesto a riprendersi la testa della corsa con un sorpasso da brividi. Scivola Iannone, che regala il quarto posto a Rins. Fase di stallo, con Marquez che studia Dovi e Crutchlow che si allontana pian piano. Giro 21, Marquez sfodera un nuovo attacco e passa al comando, ma Dovi è lì attaccato. Penultimo giro – c’è un niente tra i due rivali – ma ecco il colpo di scena: Dovi a terra e Marquez vince la gara di Motegi laureandosi campione del mondo.