Marc Marquez vince il Gran Premio del Giappone e diventa per la terza volta campione del mondo di MotoGP, la quinta in assoluto considerando i mondiali 125 e Moto2. Il pilota spagnolo ha approfittato al massimo delle cadute dei suoi avversari principali: Valentino Rossi e Jorge Lorenzo infatti sono finiti per terra, agevolando la fuga mondiale del pilota della Honda.

Bene la Ducati con Andrea Dovizioso, che conquista un secondo posto niente male davanti alla Suzuki di Maverick Vinales, terzo e capace di battere negli ultimi giri il proprio compagno Aleix Espargaro in formissima quest’oggi.

Primi giri di bagarre, poi arriva il colpo di scena.

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Alla partenza Lorenzo tenta una mini-fuga, ma Marquez non ha la minima intenzione di lasciare alcuno spiraglio ai suoi avversari, e si riprende presto la vetta. Rossi, partito male, è costretto ad aumentare il ritmo, e una volta passato Lorenzo tenta di prendere lo spagnolo della Honda ma al sesto giro cade rovinosamente in curva 10, perdendo di fatto ogni minima speranza mondiale. Il rientro ai box è solo di routine, e per lui è il quarto ritiro stagionale.

Anche Jorge Lorenzo a terra, per Marquez è titolo mondiale.

Lorenzo è secondo, e i punti che lo separano da Marquez sono 71, quindi ancora non c’è la matematica certezza per lo spagnolo della Honda, ma la pressione di Dovizioso sul maiorchino è probabilmente decisiva e a cinque giri dalla fine anche il numero 99 è protagonista di una caduta, “regalando” così alla Yamaha un doppio zero storico che consegna al 23enne Marquez il terzo titolo iridato in quattro anni di MotoGP.

L’ORDINE DI ARRIVO DEL GP GIAPPONE.

È il pilota più giovane ad aver ottenuto cinque titoli mondiali, togliendo questo primato proprio a Valentino Rossi, penta-campione a 24 anni.

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Quattro ritiri che fanno la differenza, ma Marquez è stato perfetto. Rossi è stato molto meno costante della scorsa stagione, quando ha visto il mondiale passare nelle mani di Lorenzo solo all’ultima gara, ma Marquez, memore degli errori del 2015, è stato bravo a gestire il vantaggio, senza forzare quando non era necessario. Rossi paga sicuramente la rottura del motore al Mugello e la caduta di Assen, potenziali 50 punti in più che certamente avrebbero dato un volto diverso a questo finale di stagione. Ma con un Marquez così, la vittoria mondiale sarebbe stata comunque difficile da ottenere.

Adesso mancano tre gare. Resta solo da decidere chi tra Lorenzo e Rossi finirà secondo alle spalle di Marquez conquistando il titolo di “migliore della Yamaha”, ma è chiaro che il pensiero di tutti sia già proiettato al 2017. Si torna in pista già il prossimo weekend a Phillip Island per il Gran Premio d’Australia.

LA CLASSIFICA PILOTI.

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