MotoGP GP Italia. Lorenzo aquila solitaria, Iannone 2°, Rossi 3°. Per Marquez Mugello nero

Un'altra gara in solitaria dello spagnolo della Yamaha Movistar. La Ducati di Andrea Iannone e l'altra Yamaha di Valentino Rossi hanno completato il podio del Mugello. Marquez partito 13mo dopo due giri era secondo, è caduto al 16mo giro.

JORGE LORENZOTerza vittoria consecutiva di Jorge Lorenzo dominatore al Mugello (23 giri per 120,635 chilometri in 41’39″173, media km/h 173,7) come a Jerez de la Frontera e le Mans. Per Marc Marquez, caduto al 16mo dei 23 giri in programma quando stava lottando per il secondo posto del podio, il mesto addio alla possibilità di lottare per il titolo iridato. Mancano 12 gare e somma 49 punti di ritardo dalla vetta della classifica iridata dopo sei gare e un’inversione di tendenza drastica e repentina in suo favore è un’ipotesi di terzo tipo. Beffato nelle libere 3, sconfitto nella Q1 alla quale è stato costretto a prendere parte, caduto stamane durante il warm up, ma jella a parte troppo forte la Yamaha Movistar, troppo evidente il gap d’inferiorità della Honda Repsol che non è più la moto invincibile che ha garantito a Marquez i due titoli iridati consecutivi.

Nel giorno del terzo trionfo in stagione di Lorenzo la Ducati è riuscita a lasciare il segno di una moto che può lottare alla pari con la Yamaha e puntare alla vittoria. Il team di Borgo Panigale ha perso Andrea Dovizioso, ritiratori al 14mo giro per vibrazioni al posteriore che non gli hanno consentito di continuare (in quel momento quinto) ma ha trionfato col secondo posto a 5″563 del poleman della griglia Andrea Iannone emerso vincitore prima dalla bagarre con Marquez e poi dal tentativo di aggancio da parte di Valentino Rossi. Il Dottore, come Marquez prima che lasciasse prematuramente la scena, è stato il vero protagonista del Gran Premio d’Italia. Marquez in due giri è passato dal 13mo posto di partenza al secondo, Vale intruppato fino a oltre metà gara ha inanellato una serie di giri capolavoro che lo ha portato a salire il terzo gradino del podio a 6″661 ed a difendere la leadership della classifica iridata sempre più insidiata dal compagno rivale (118 punti contro 112).

Ottima la gara di Dani Pedrosa che ha tenuto alti i colori della Honda Repsol col quarto posto a 9″978 dal vincitore. Quinto Bradley Smith con la Yamaha Tech 3 a 15″284, sesto il compagno di squadra dell’inglese Pol Espargaro a 15″665, settimo Maverick Viñales con la Suzuki superstite (Aleix Espargaro subito fuori gara per un lungo alla curva 1 al secondo giro) a 23″805, ottavo Michele Pirro a 29″152, collaudatore promosso sul campo dalla Ducati Team, nono Danilo Petrucci con la Ducati Pramac a 32″008, e decimo il compagno di squadra dell’italiano, Yonny Hernandez a 34″571.

Cal Crutchlow quand’era in quinta posizione a quattro giri dalla conclusione ha perso il controllo della Honda LCR all’Arrabbiata 1 che è andata distrutta nell’impatto con le barriere. L’inglese se l’è cavata con qualche ammaccatura e molto spavento.