In molti si sfregavano le dita all’idea di poter assistere, finalmente, a un duello tra Marc Marquez e Valentino Rossi, ma una banale scivolata in curva 1 da parte Dottore ha pregiudicato tutto, lasciando spazio ad una cavalcata trionfale del cabroncito verso l’ennesima vittoria. Fino a quell’istante, Rossi aveva condotto la corsa in maniera impeccabile, frutto anche di una partenza “a cannone” e martellando perennemente alla Lorenzo, aumentando il distacco fino ad un massimo di 1,3 secondi e soprattutto sfruttando la penalità di 6 posizioni in griglia inflitta a Marquez per aver ostacolato Andrea Iannone durante la Q2 di ieri, colpevole di guida irresponsabile e di aver danneggiato il pilota della Suzuki.

Clamorosa ancora una volta la prestazione di Alex Rins che, dopo Motegi, torna sul podio a 2 secondi scarsi da Marquez rimontando passo dopo passo e andando a scavalcare nel finale Johann Zarco, poleman acquisito e terzo sotto la bandiera a scacchi. Lo spagnolo della Suzuki ha ancora una volta demolito metaforicamente Andrea Iannone, caduto nelle fasi iniziali, e tradito da uno sbacchettamento della moto di Marquez.

Svegliato tardi Maverick Viñales che, dopo la sua solita partenza alla camomilla, ingrana giro dopo giro e si ferma a pochi metri dal podio. Passo eccezionale anche per il numero 25, che probabilmente, se le qualifiche si fossero disputate sull’asciutto, avrebbe avuto concrete possibilità di giocarsi la vittoria. Quinto Daniel Pedrosa, finalmente a livelli perlomeno vicini al suo solito, davanti a un irriconoscibile Andrea Dovizioso, un consistentissimo Alvaro Bautista, Jack Miller, Danilo Petrucci e l’idolo di casa Hafizh Syahrin. Qui l’ordine di arrivo.