Dopo il Gran Premio di Catalogna dominato da un ritrovato Jorge Lorenzo, i piloti della MotoGP sono subito tornati in pista al Montemlò per una sessione di test ufficiali. Non tutti i team hanno preso parte alle prove – tra cui proprio il team ufficiale Ducati – durante le quali è stata testata anche una nuova mescola di pneumatico anteriore Michelin che, se dovesse piacere, sarà introdotta solo dalla prossima stagione.

Tra le novità messe in campo dai team il “nuovo” serbatoio della Yamaha M1 di Valentino Rossi per avere più sensibilità alla guida, una soluzione “alla Lorenzo” ma che parte da esigenze diverse. Insieme a Maverick Viñales, il Dottore ha lavorato sull’elettronica della moto 2018 e su altri dettagli cercando di colmare il gap con gli avversari, ma esce da questa sessione di test abbastanza deluso. “Per questo test abbiamo avuto alcuni nuovi componenti disponibili per migliorare l’accelerazione della Yamaha – ha spiegato Vale –. Tuttavia, nonostante il lavoro intenso e altri dettagli non siamo stati in grado di migliorare le nostre prestazioni e l’accelerazione. Ora il piano è di continuare a correre con la moto di ieri anche nelle prossime gare, sperando di migliorare nel prossimo test (a Brno a metà luglio, prima della pausa estiva, ndr). Basta questa moto per vincere? Comunque ci proveremo, ci proveremo di sicuro. Il nuovo pneumatico anteriore Michelin mi ha fatto una buona impressione”.

In pista anche le Honda di Marc Marquez e Dani Pedrosa che, tra le altre cose, hanno provato una nuova carenatura. Per il numero 26 una caduta di lieve entità nel pomeriggio, per Marquez un fuoripista senza conseguenze in mattinata. Il campione del mondo in carica ha ottenuto anche il miglior tempo di giornata in 1’38”916. “Abbiamo lavorato molto oggi – ha commentato Marquez a fine test –. Avevamo molte cose da provare, alcune abbastanza importanti. Come sempre nei test, alcuni di questi hanno funzionato bene, altri meno ma abbiamo raccolto informazioni per il futuro. Abbiamo lavorato anche su elettronica e aerodinamica. A fine giornata abbiamo messo insieme tutte le cose buone che abbiamo trovato e sono riuscito a fare il miglior giro. In ogni caso, la cosa più importante è che abbiamo fatto un buon test”.

MotoGP test Montmelò 2018

Al lavoro anche il team LCR Honda, che con Cal Crutchlow e Takaaki Nakagami ha lavorato sulla geometria, l’elettronica e le sospensioni. Il nipponico, assieme a Marquez, è quello che ha percorso il maggior numero di chilometri con 88 giri all’attivo. La Desmosedici GP18 è comunque scesa in pista con il team Pramac e Danilo Petrucci, che ha provato alcuni aggiornamenti sul telaio, nello specifico un nuovo rinforzo in alluminio nella parte posteriore, mentre il suo compagno di squadra Jack Miller ha lavorato sulla fase di frenata. Entrambi i piloti si sono concentrati inoltre sul comportamento della moto e sul rispettivo stile di guida, provando a stressare meno le gomme.

Tanto lavoro anche per la Suzuki, dopo un GP di Catalogna non troppo esaltante. Andrea Iannone e Alex Rins sono stati affiancati dal collaudatore Sylvain Guintoli e hanno girato con il telaio modificato (con la copertura in carbonio) già portato in pista dal numero 42 al Mugello. Poche novità nel box del team Aprilia Gresini: Aleix Espargaro e Scott Redding hanno messo a punto alcuni dettagli dei rispettivi prototipi portati in gara in attesa del nuovo forcellone in carbonio. La KTM, invece, ha proseguito lo sviluppo della moto 2019, che segnerà un vero e proprio punto di svolta con l’arrivo di Johann Zarco e la collaborazione con Tech 3. Come la Suzuki, anche la scuderia austriaca ha mandato in pista i titolati Pol Espargaro e Bradley Smith più il collaudatore Mika Kallio.