Quella di Valencia è sempre una gara speciale. È l’ultima in calendario ed è spesso palcoscenico di lotte mondiali ancora in atto. Quest’anno, svuotata dall’assegnazione di titoli iridati, Valencia ha preso in prestito la pioggia torrenziale tipica della Malesia e l’ha riversata (quasi) incessantemente su piloti e squadre per tutto il weekend. Ne è scaturita una gara incertissima, con svariati colpi di scena e un’interruzione di circa mezzora che ha ribaltato le carte in tavola. Da tutto questo, ne è uscito vincitore Andrea Dovizioso.

Il numero 4 della Ducati è stato oggi un vero e proprio anfibio. È riuscito a gestire il ritmo, le condizioni atmosferiche e l’aderenza con calma olimpionica, e soprattutto con intelligenza e razionalità. Anche quando le condizioni andavano peggiorando, Dovi ha rallentato il necessario per rimanere in piedi ed evitare inutili rischi. Compito molto difficile, dato che molti degli specialisti sul bagnato sono andati in terra ben prima che le condizioni diventassero critiche.

Interrotta la gara per impraticabilità della pista, Dovizioso alla ripartenza ha sverniciato dopo nemmeno un giro Rins e si è involato verso una vittoria che suggella la crescita di competitività sua e della Desmosedici. Lo sguardo è ora rivolto verso il 2019, a caccia di un titolo mondiale inseguito ormai da 12 anni.

Dovizioso Valencia 2018

Non ha sfigurato Alex Rins, anzi, ha dimostrato di essere maturato pienamente. Il diluvio torrenziale non lo ha spaventato, al contrario gli ha permesso di accumulare secondi di vantaggio sugli inseguitori nella prima gara, tanto da consentirgli poi di partire in pole nella seconda. Un asfalto un po’ più asciutto e la voglia di portare un altro risultato importante a casa hanno probabilmente frenato Alex, che si “accontenta” di un secondo posto che per la Suzuki, quanto a podi, significa un piccolo record stagionale che porta indietro al 2000.

Sul podio sale anche, per la prima volta in MotoGP, la KTM con Pol Espargaro. Una gara coriacea, e molto probabilmente oltre i limiti, quella dello spagnolo, che regala a KTM una giornata da incorniciare dopo le altre due affermazioni di oggi in Moto3 con Oncu e in Moto2 con Oliveira. Pol, dopo aver regalato spettacolo nella prima parte di gara, mentre era in lotta per la vittoria è incorso in una scivolata che sembrava potesse pregiudicargli la corsa. Rimessosi in sella, ancora in zona punti, ha iniziato la sua rimonta. Dopo la ripartenza, liberatosi di Pedrosa, si è stabilizzato in quarta posizione, finché Valentino Rossi (13^) non si è steso e gli ha ceduto il primo podio in carriera.

Gara da incorniciare anche per Michele Pirro, quarto. Il super collaudatore, anch’egli dopo un high-side nella prima gara, si è rimboccato le maniche e ha compiuto un’autentica rimonta, sfiorando il podio di un solo secondo. Chiude con un quinto posto la lunga avventura in MotoGP Dani Pedrosa. Dietro di lui Takaaki Nakagami, sesto e miglior pilota indipendente della gara, davanti a Johann Zarco, Best Indipendent Rider of the Year, Bradley Smith, alla sua ultima gara – per ora – in MotoGP, Stefan Bradl e Hafizh Syahrin. Lunga la lista dei “caduti”, a partire, in ordine cronologico, da Miller, Petrucci, passando per Marquez – dislocatosi nuovamente la spalla –, Iannone, Viñales, Bautista dopo la ripartenza e infine Valentino Rossi, che getta via la piazza d’onore con una scivolata che lo porta a chiudere 13^ alle spalle di Jorge Lorenzo, che termina così in 12^ posizione la sua avventura in Ducati. Qui l’ordine di arrivo completo.

Can Oncu fa la storia in Moto3

Moto3 Can Oncu

Non capita tutti i giorni di riscrivere la storia del motomondiale, soprattutto a soli 15 anni e 115 giorni. Can Oncu, campione della RedBull Rookies Cup e wildcard per la gara a Valencia, con la vittoria di oggi in Moto3 è diventato il più giovane vincitore di un GP nel motomondiale. Il turco, dopo un brillante quarto posto ieri in qualifica, oggi ha potuto sognare ad occhi aperti e involarsi letteralmente verso una vittoria “inquotabile”. La pioggia scesa sul Ricardo Tormo ha infatti “selezionato” tutti gli avversari, consentendo ad Oncu di primeggiare e concludere la gara con un vantaggio che a tratti ha sfiorato gli otto secondi.

Con lui sul podio il fresco campione del mondo Jorge Martin, che dopo una partenza cauta ha rimontato fino ad agguantare il podio, e John McPhee. In Moto2, invece, la vittoria di Miguel Oliveira, vice campione del mondo, chiude la stagione 2018 e l’era dei motori Honda. Dall’anno prossimo, infatti, le moto alloggeranno i motori Triumph da 765cc, modificandole strutturalmente.