A 38 anni suonati Valentino Rossi ha chiuso anche il secondo gran premio del 2017 a podio e a Termas de Rio Hondo, ancora una volta, è stato autore di una metamorfosi domenicale: sottotono il venerdì e il sabato, in gara si è dimostrato un vero campione del mondo. Come detto dallo stesso Dottore, l’inizio di stagione è migliore di quello dello scorso anno e arriva dopo un pre-campionato molto difficile.

Dopo delle libere sofferte, per il numero 46 Movistar Yamaha la gara argentina è stata una progressione dalla terza fila della griglia di partenza al podio, con i principali avversari che hanno commesso errori cadendo o, come Cal Crutchlow (LCR Honda), costretti a cedere la strada ad una M1 portata in grande condizione.

Il nove volte campione è secondo in classifica iridata con 36 punti alle spalle di Viñales e il team Movistar è già la scuderia di riferimento.

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“Ho fatto davvero una bella gara – ha commentato Vale –. Mi sentivo meglio che in Qatar e abbiamo migliorato molto il setting della mia M1. Nelle giornate antecedenti abbiamo sofferto tanto, sono entrato in Q2 per un soffio, ma sabato abbiamo capito come lavorare per domenica dove, già al via, ho sentito di avere una moto ottima”.

Il campionissimo di Tavullia ha anche spiegato cosa lo divida ancora dalla vittoria e dal battere il talentuoso compagno di scuderia: “Mi manca un insieme in generale, non una singola cosa. È che Maverick ha fatto un grande pre-campionato e nel suo box si sono preparati molto bene, la differenza è lì”.

Prosegue, poi, con un commento sulla sua metamorfosi competitiva, dalle libere alla corsa: “Nella mia lunga carriera ho capito che l’importante è la gara e il nostro impegno è sempre volto a fare una grande prestazione la domenica, ma dovremo lavorare per migliorare anche nelle sessioni dei giorni prima. Cercheremo di fare questo anche nella prossima gara ad Austin, su una pista molto favorevole alla HRC e soprattutto a Marc Marquez”.