Maverick Viñales è stato senza dubbio il pilota che ha maggiormente stupito nelle prime due sessioni di test della MotoGP a Sepang e Phillip Island. Il pilota spagnolo, che ha sostituito il connazionale Lorenzo in Yamaha, si è adattato subito alla M1, facendo segnare il miglior tempo nelle ultime due giornate di prove sul tracciato australiano, dimostrando grandi capacità di guida e candidandosi seriamente a un ruolo da protagonista nel prossimo Campionato del Mondo di MotoGP.

“Abbiamo lavorato soprattutto sul passo gara, facendo un paragone tra la versione più vecchia della M1 e quella con più novità – ha detto Viñales –. Mi sento rapido e costante e sono in buona forma. Con tutti e due i prototipi abbiamo tenuto un gran ritmo e fare un tempo così il terzo giorno non è per nulla facile. Alla fine ho anche provato un time attack alla fine, ma la gomma davanti era troppo consumata e anche io ero un po’ stanco dopo una giornata davvero intensa”.

“Molti dicono già che sono uno dei favoriti nella lotta per il titolo, ma con una moto come questa è normale che mi vedano in quella posizione – ha aggiunto Maverick -. Tutto quello che posso dire adesso è che la moto mi piace e che la squadra ha una grande esperienza. Devo continuare a essere veloce e costante, ma non si può mai sapere, magari alla prima gara potrei trovarmi in difficoltà. Al momento, però, mi sento pronto e sono calmo, consapevole delle mie potenzialità. Devo ancora adattare un po’ il mio stile, perché a volte sono un po’ troppo aggressivo, mi muovo troppo sulla moto e di conseguenza non sono sempre perfetto”.

ROSSI: “HO ANCORA DA LAVORARE”

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Al contrario, non può che essere deluso Valentino Rossi. Il Dottore non è riuscito ad andare oltre l’undicesimo tempo nella giornata conclusiva dei test, facendo segnare un 1’29”470 che significa più di 9 decimi dal miglior crono del compagno di squadra Maverick Viñales.

La Yamaha ha lavorato tantissimo nella tre giorni di prove sulle novità introdotte per capire effettivamente cosa potrà essere utilizzato nel primo Gran Premio a Losail, in Qatar. L’attenzione del campione di Tavullia e del suo team si è concentrata su altri particolari e quanto emerso su una pista impegnativa come quella di Phillip Island, tutto sommato, è valutabile a segno positivo pur senza grandi soddisfazioni.

“Abbiamo lavorato tanto e provato molte cose per cercare di avere un passo migliore con le gomme usate, ma alla fine non mi posso definire molto soddisfatto – ha affermato Rossi –. Abbiamo portato tanti pezzi nuovi, abbiamo provato diverse combinazioni, facendo tanti cambiamenti, ma non abbiamo risolto molto. Ho fatto parecchi giri e alla fine ero anche un po’ stanco, non ho cercato di migliorare il tempo. Diciamo che abbiamo ancora da fare e abbiamo dei dubbi. Ci siamo confrontati e adesso proveremo a seguire delle strade diverse”.

“Il telaio mi ha convinto, quello nuovo mi piace e penso che anche Maverick sia della mia idea – ha aggiunto Vale -. Abbiamo cercato di salvare la gomma posteriore, ma sinceramente dopo un po’ di giri rallentiamo troppo. Ho provato un paio di nuove Michelin anteriori e posteriori e ci sono delle cose abbastanza buone. In Malesia ero riuscito a fare un buon tempo e avvicinarmi ai più veloci, ma qui a Phillip Island la pista è un po’ strana. La moto è buona, anche il motore non è male, ma per quanto mi riguarda c’è ancora da lavorare”.

LORENZO: “CAPISCO MEGLIO LA MIA DUCATI”

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Per la prima volta sull’1’29” e vicino al compagno di scuderia Andrea Dovizioso, i test australiani di Jorge Lorenzo e della Ducati si chiudono con una bella crescita e grandi passi avanti sulla GP17. Il maiorchino ha fatto segnare il crono di 1’29”342, a sette decimi dal miglior tempo di Viñales e a un decimo dal Dovi. A Losail, pista più favorevole alla Desmosedici che ospiterà la terza e ultima sessione di test invernali, Lorenzo potrà ridurre ancora la distanza dai migliori.

“L’obiettivo principale era fare un giro sull’1’29” e ci siamo riusciti – ha esordito Lorenzo –. Capisco sempre di più la Desmosedici e riesco a farla rendere sempre meglio. Le sensazioni sono state senza dubbio migliori, ma ci manca ancora molto per avere una moto completa in tutte le situazioni. Dobbiamo analizzare attentamente tutti i dati raccolti e arrivare a Losail sapendo con la massima chiarezza cosa fare”.

“I problemi per quanto riguarda l’ingresso in curva non sono scomparsi all’improvviso – ha aggiunto il cinque volte campione del mondo -. È ancora difficile per me, perché la Ducati è una moto molto differente dalla Yamaha a cui ero abituato fino allo scorso anno e ciò richiede alcune variazioni al mio stile di guida per esprimermi al meglio. La Desmosedici pretende una frenata più lunga e un ingresso in curva decisamente diverso. Stiamo capendo quello passo dopo passo, ma ho ancora bisogno di tempo per capirla e più chilometri per arrivare al limite”.