L’iniziativa Vacanze Sicure, da quindici anni promossa da Assogomma e Federpneus e realizzata dalla Polizia Stradale, anche quest’anno ha valutato lo stato di salute degli pneumatici delle auto degli italiani attraverso controlli specifici sul territorio nazionale. E la fotografia che è stata scattata non è delle migliori: se fino all’anno scorso le non conformità complessive si attestavano a un già pericoloso 17,93%, oggi il dato è del 24,72%.

Ogni aspetto che influisca sulla sicurezza stradale non va trascurato – spiega il primo dirigente della Polizia di Stato, Santo Puccia –. Guidare con pneumatici lisci, danneggiati, non conformi a quanto previsto dalla normativa, espone a un elevato rischio di incidente e costituisce un gesto di irresponsabilità, che si ripercuote negativamente su tutto il sistema della circolazione. Purtroppo, i risultati di quest’anno ci indicano che 1 vettura su 4 di quelle controllate presenta una non conformità, e se si prendono in considerazione le sole non conformità legate al pneumatico il numero sale a 1 su 5”.

Un dato allarmante e sempre in crescita, che può essere spiegato con il costante invecchiamento del parco auto italiano: nel 2010 era di 9 anni e sette mesi, nel 2017 di 11 anni e sette mesi. A rendere più preoccupante i dati c’è l’età media delle vetture controllate (8 anni e due mesi) a dimostrazione di come quanto più un veicolo è vecchio tanto più la manutenzione è carente. E gli pneumatici lisci sono quasi una costante. Su quasi 10.000 controlli effettuati quest’anno dalla Polizia Stradale, infatti, i pneumatici lisci rilevati sono in fortissima crescita, con un valore complessivo dell’8,95% e con alcune regioni che presentano medie più che raddoppiate. È il caso del Molise (19,45%), con un picco del 27,38% a Campobasso, e del Lazio (16,14%), che a Frosinone arriva al 28,33% e a Latina al 24,31%.

“Per arrivare a trovare dati così sconfortanti – ha commentato Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma – bisogna ritornare indietro di 15 anni, alle primissime indagini. Al tempo però la sensibilità dell’opinione pubblica sui quei pochi centimetri quadrati di gomma che sono l’unico punto di contatto tra il veicolo e il suolo era sicuramente inferiore. Anche i media ne avevano una percezione relativa. Questo dato deve farci riflettere, e forse dobbiamo capire se i motivi di questo enorme passo indietro siano da ricercarsi solo nell’invecchiamento del parco auto e nella sempre minore disponibilità delle famiglie o se ci siano altre ragioni che dobbiamo provare a indagare”.