Bologna – La Countryman è il modello che ha segnato una svolta per Mini. È stata infatti la prima “maggiorata” della Casa britannica, con la quale Mini ha iniziato ad allargare (nel vero senso della parola) la propria gamma. Adesso è arrivata la seconda generazione, dopo oltre 67.000 unità vendute in Italia dal lancio nel 2010 (dato che rende il nostro Paese il secondo per peso in Europa), già pronta al debutto sul mercato con un porte aperte il 18-19 febbraio.

Della nuova Mini Countryman si nota subito il design rinnovato, con evidenti modifiche sia all’anteriore sia al posteriore, che con l’aggiunta del kit estetico ALL4 (un optional) strizza l’occhio al fuoristrada. Come non notare poi la crescita delle dimensioni: 4,30 metri di lunghezza, 1,56 m di altezza e 1,82 m larghezza, ovvero quasi 20 centimetri in più in lunghezza e circa 3 cm in più in larghezza, con il passo allungato di 7,5 cm. Un aumento di dimensioni a tutto vantaggio dell’abitabilità a bordo e dello spazio per il bagaglio, con un carico utile che va dai 450 litri base a un massimo di 1.390, cioè +220 litri rispetto al vecchio modello.

Tolte le vesti di una “grande Mini”, la nuova Countryman diventa quindi una vera auto di segmento C per la famiglia.
COOPER SD, IL GIUSTO COMPROMESSO

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La gamma motori della nuova Countryman può contare su maggiore potenza e… due marce in più. Per la prima volta, infatti, è disponibile il cambio automatico a 8 rapporti; quattro le motorizzazioni al lancio: Cooper 136 cv, Cooper D 150 cv, Cooper S 192 cv e Cooper SD 190 cv, tutte disponibili anche con la trazione integrale ALL4.

Nel nostro test drive bolognese di oltre 200 km abbiamo provato il motore diesel più sportivo (Cooper SD 190 cv con trazione ALL4), sicuramente il compromesso ideale tra chi cerca consumi contenuti e buone prestazioni di guida; la trasmissione a 8 rapporti dà poi quel tocco in più di sportività, complici i paddles al volante, l’ottima fluidità di cambiata e i programma di marcia Mini Driving Modes (Eco, Mid, Sport). Per chi vuole il massimo della sportività c’è la nuova versione John Cooper Works.

PAGELLA MINI

PIÙ QUALITÀ A BORDO

Se si rinnova il design, non può non migliorarsi la qualità degli interni. A bordo della nuova Countryman si può notare il generale upgrade qualitativo, che passa da una posizione di guida più alta e comoda, plancia ridisegnata, bocchette dell’aerazione non più tonde ma verticali e soprattutto dal display centrale del sistema infotainment che per la prima volta su una Mini diventa touchscreen (ma senza perdere il classico controller centrale con superficie sensibile alla scrittura) e sfoggia ora una grafica in alta definizione completamente nuova.

Tutti gli equipaggiamenti sono stati arricchiti, c’è più tecnologia ed è stato introdotto il nuovo allestimento Jungle, l’unico fra i quattro disponibili (gli altri sono Boost, Hype e Business) che prevede di base il nuovo kit estetico ALL4 per sottolineare l’animo off-road della nuova Countryman.

LA PRIMA MINI IBRIDA PLUG-IN

La vera novità della nuova Mini Countryman, però, è la versione plug-in hybrid Cooper S E ALL4, la prima motorizzazione ibrida per Mini che combina un motore TwinPower turbo benzina 1.5 136 cv all’anteriore a un motore elettrico da 88 cv al posteriore, per una potenza combinata di ben 224 cv, 40 km di autonomia in modalità elettrica e un consumo dichiarato di 2,1 l/100km nel misto (49 g/km le emissioni di CO2). Questa motorizzazione sarà disponibile dall’estate e avrà di serie il cambio automatico a 6 rapporti.

IL LISTINO PREZZI DELLA NUOVA MINI COUNTRYMAN.