Prova su strada SsangYong Tivoli, la coreana che non t’aspetti

Sarà sul mercato da giugno inizialmente solo con il motore benzina 1.6 da 128 cv, in attesa che a luglio arrivi la versione GPL e a settembre la motorizzazione diesel. A trazione anteriore o posteriore, ha un prezzo d’attacco di 16.000 euro.

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Tivoli – SsangYong, anno zero. Il meno conosciuto e blasonato tra i brand coreani è pronto a gettare nella mischia dei Suv compatti un nuovo modello che segna un punto di svolta col passato. Non fosse altro perché, finalmente, l’estetica SsangYong si avvicina molto ai gusti europei, complice qualche ammiccamento di design (la Kia Soul) e nonostante lo sviluppo di questo nuovo modello sia avvenuto completamente in Corea.

“La crisi e qualche scelta poco felice non hanno fatto fare a SsangYong il salto di qualità e di notorietà che merita. Con Korando abbiamo iniziato a rilanciare il brand e abbiamo ora un progetto ampio che porterà a nuovi prodotti. Tivoli è solo il primo”, Luca Ronconi, a.d. SsangYong Italia.

Il nome Tivoli dice già tutto. Unica nel mondo assieme a Pechino, la città laziale a cui SsangYong si è ispirata per il nome e dove si è svolta la presentazione alla stampa internazionale vanta due siti patrimoni dell’Unesco ed è universalmente riconosciuta come dimora dell’eccellenza, del buon vivere e di bellezza. Concetti che vogliono trovare in Tivoli una rappresentazione concreta.

Divagazioni filosofiche a parte, con Tivoli SsangYong è pronta a lanciare sul mercato italiano, dal 13 giugno, un vero colpo di scena. Sotto la superficie piacevole si trova un motore benzina 1.6 da 128 cv, in attesa che a luglio arrivi la versione GPL e a settembre la motorizzazione diesel 1.6 da 115 cv che certamente contribuirà maggiormente ai volumi di vendita che la Casa coreana stima in 3.500 unità/anno a pieno regime (una media di 300 unità al mese).

Le misure: 4,2 metri di lunghezza, 1,8 metri di larghezza e 1,6 di altezza, con il passo di 2,6 metri che permette una buona abitabilità interna regalando spazio ai passeggeri posteriori.

In abbinamento al motore è possibile scegliere il cambio manuale o automatico a 6 rapporti, all’interno di una vettura che si presenta curata quanto basta, con una vasta scelta di colori moderni e con un’offerta semplificata in tre allestimenti (Star, Go e Be), a cui aggiungere Pack opzionali (Visual, Hot e Cool) per personalizzare a proprio piacimento la vettura.

Disponibile a trazione anteriore o trazione integrale, Tivoli si presenta senza alcuna aggressione eccesiva per quanto riguarda i prezzi. SsangYong sa di avere nel suo portfolio un prodotto valido e quindi nessuna “svendita”, ma prezzi in linea con quelli di mercato che, a seconda del competitor, risultano anche inferiori: si parte infatti da 15.950 euro per arrivare a 19.550 euro, con +1.800 euro per aggiungere, singolarmente, AWD, cambio AT, GPL e diesel.

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Da prodotto “appena colto”, Tivoli si presenta ancora un po’ acerbo. È certamente un netto passo avanti per SsangYong, a testimonianza di come l’acquisizione da parte del gruppo indiano Mahindra abbia consentito maggiori investimenti in ricerca e sviluppo, ma denota qualche piccola carenza di gioventù: il motore 1.6 non brilla per spunto e ripresa, e il cambio a tratti sembra dare qualche imprecisione in fase di innesto; la frizione è un po’ dura e incerta nello stacco, mentre la disposizione dei comandi a bordo, nella consolle centrale e dietro lo sterzo, non è il massimo dell’intuitività.

Peccati di gioventù, si diceva, che non offuscano una bella vettura d’impatto. Non una scelta “low profile” o “low cost”, ma un crossover con un’identità ben precisa che saprà farsi apprezzare.

Anche perché non mancano plus tecnici come il sistema Smart Steer che offre tre diverse modalità di sterzo (Normale, Comfort e Sport), il sistema AWD a controllo elettronico che distribuisce la coppia motrice agli alberi di trasmissione anteriore e posteriore effettuando regolazioni automatiche a seconda della superficie stradale e delle condizioni di guida, e più in generale le doti fuoristradistiche di tutto rispetto – con un’altezza da terra di 167 mm, un angolo di attacco di 20,5 gradi, un angolo di uscita di 28 gradi e un angolo di dosso di 18,7 gradi – che allargano il pubblico a cui Tivoli potrà rivolgersi.