Ralf Speth, Jaguar Land Rover: “Al Regno Unito servono certezze sulla Brexit”

Il Ceo della maggiore Casa automobilistica del Regno Unito esprime preoccupazione per gli scambi commerciali post-Brexit. Duro il colpo al governo: “Sin dai tempi di Adam Smith la Gran Bretagna ha propugnato il libero mercato e il libero commercio”.

Ralf Speth, Jaguar Land Rover

Ralf Speth, chief executive officer di Jaguar Land Rover, la maggiore Casa automobilistica del Regno Unito, esprime in una nota stampa le proprie preoccupazioni per gli scambi commerciali post-Brexit. Prima della pubblicazione della “White Paper”, che delinea le relazioni commerciali con l’Unione Europea proposte dal governo britannico dopo la Brexit, Speth aveva dichiarato: “Il cuore e l’anima di Jaguar Land Rover sono nel Regno Unito. Tuttavia, la nostra società e i suoi partner dell’indotto dovranno affrontare un futuro imprevedibile se i negoziati della Brexit non manterranno libero e senza attriti il commercio con l’Unione Europea, e con accesso senza restrizioni al mercato unico”.

Jaguar Land Rover è la maggiore Casa automobilistica, il maggiore investitore, esportatore e datore di lavoro del Regno Unito, dove operano oltre 40.000 dipendenti più altre 260.000 unità dovute all’indotto. Lo scorso anno, JLR ha venduto 621.000 veicoli, l’80% dei quali esportato in 130 Paesi. L’Europa è uno dei mercati principali, che vale il 20% delle vendite.

“Un cattivo accordo di Brexit costerebbe a Jaguar Land Rover una perdita di profitti di oltre 1,2 miliardi di sterline ogni anno – spiega Speth –. Di conseguenza saremmo costretti a ridefinire drasticamente il nostro profilo di spesa; negli ultimi 5 anni abbiamo investito circa 50 miliardi nel Regno Unito, con la prospettiva di investirne altri 80 nel prossimo quinquennio. Tutto ciò sarebbe messo a rischio se dovessimo affrontare un risultato sbagliato”.

Il contributo al fisco britannico di Jaguar Land Rover è pari a 2 miliardi di sterline annue e più del 40% dei componenti dei veicoli sono importati dall’Europa. Nell’anno finanziario 2017/2018, JLR ha fatto acquisti di componenti per la produzione per 5,67 miliardi da fornitori britannici e per 5,37 miliardi da fornitori europei. Per oltre 250 anni, sin dai tempi di Adam Smith – ha concluso Speth – la Gran Bretagna ha propugnato il libero mercato e il libero commercio. Se l’industria automobilistica britannica deve rimanere competitiva a livello mondiale, e proteggere i 300.000 posti di lavoro di Jaguar Land Rover e dei suoi fornitori, dobbiamo preservare un accesso al commercio libero da dazi o dogane, senza variare le attuali normative dell’Unione Europea”.

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Arturo Salvo
Giovane, carino e in cerca di fortuna. Legge in continuazione, di conseguenza sente l'esigenza di dover scrivere. Ha un cane, un gatto e un pappagallo. Citazione preferita: "Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza".