Due pronunce distinte del tribunale di Torino sanzionano come vessatorie le due principali polizze del gigante assicurativo bolognese UnipolSai, cioè la garanzia “Auto Presto & Bene” e la garanzia “Comfort”. In entrambi i casi, le polizze oggetto della controversia riducono il risarcimento all’assicurato che sceglie liberamente dove riparare la propria auto danneggiata.

Nel primo caso (sentenza 657 del 6 febbraio 2017) l’assicuratore pretendeva di liquidare il danneggiato meno di quanto questi aveva speso per la riparazione dell’auto, riducendo il risarcimento nella misura (non precisata in polizza) pari “a quanto l’assicuratore avrebbe speso” rivolgendosi a un carrozziere indicato e pagato da UnipolSai.

Nel secondo caso (sentenza 1530 del 20 marzo 2017) la polizza, almeno formalmente, sembra più chiara: la franchigia (ovvero la parte di danno che rimane a carico del danneggiato), sempre e solo nel caso in cui il consumatore decida di far riparare la propria auto da un carrozziere indipendente che non lavora per UnipolSai, lievita dal 10 al 30%.

Il tribunale ha ritenuto illegittime le previsioni contenute nelle polizze del colosso assicurativo per contrarietà al codice del consumo.

Le ragioni richiamate dal tribunale sono di carattere generale e quindi stabiliscono un importante principio che si adatta a tutti i prodotti assicurativi in commercio quando penalizzano il consumatore sotto il profilo del risarcimento per ragioni che riguardano la libera scelta del riparatore.

In virtù di queste sentenze (leggi anche il caso di Vittoria Assicurazioni), una delegazione di Federcarrozzieri guidata dal presidente Davide Galli ha incontrato questa mattina l’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni (Ivass). “Abbiamo rappresentato all’Autorità i problemi che alcune polizze generano per i danneggiati e per i consumatori – ha spiegato Galli -. Riteniamo che nell’interesse di tutti, in futuro, non debbano più essere i giudici a occuparsi di queste vicende ma l’Ivass, che deve intervenire con un’opera di persuasione e, nel caso, sanzionando comportamenti illegittimi”.