Ferrari è di sicuro il team che più di ogni altro si sta impegnando per eliminare le “zone grigie” dei dettami tecnici e sportivi della F1. Dopo aver ottenuto la messa al bando delle sospensioni idrauliche utilizzate da Mercedes e Red Bull, la Ferrari ha riscosso un’altra vittoria nell’interpretazione del regolamento.

In seguito a una richiesta ufficiale di Simone Resta a Charlie Whiting, la Fia ha specificato l’irregolarità di una possibile partenza pre-caricata.

Come riportato dai colleghi di motorsport.com, la partenza pre-caricata vede il pilota premere a fondo la frizione prima dell’inizio della procedura, per poi inserire la prima marcia. Il pilota, regolando l’acceleratore, trova il punto di stacco ideale per avere la miglior partenza possibile. In seguito si schiaccia il pedale del freno per iniziare la fase di precarico: il pilota lascia lentamente la frizione fino a trovare il bite point” perfetto e allo spegnimento dei semafori ci sono tutti gli ingredienti per uno scatto bruciante.

Secondo la Ferrari, l’utilizzo di questa metodologia di partenza assistita poteva violare due articoli del regolamento: il 9.2.2, che evidenzia come non sia concesso ai piloti di usare sistemi o mappature che permettano di trovare il punto di stacco ideale della frizione; e il 9.2.7, che stabilisce l’illegalità di ogni tipo di dispositivo o sistema che avvisi il pilota del possibile slittamento della frizione.

La Fia, in risposta alla Ferrari, ha dichiarato l’illegalità della partenza pre-caricata. Whiting ha parlato di problemi di sicurezza: con questa procedura si sfrutta un calo del regime del motore, ma c’è il rischio che di fronte a un errore umano la vettura possa spegnersi in griglia, con tutti i rischi di incidenti allo spegnimento dei semafori che questo comporta.