Renault R16, nel 1965 faceva il suo debutto “l’auto da vivere”

Nata nel 1965 e auto dell'anno nel 1966, la R16 è stata premiata per le numerose innovazioni proposte. Si è distinta come prima berlina elegante e versatile, con i suoi sei finestrini laterali e il portellone e i sedili configurabili in numerose posizioni grazie ai quali si rendeva disponibile un'inedita polivalenza d'uso.

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La storia inizia nel 1958, con il rinnovo della Frégate, berlina da 11 cv presentata alla fine del 1950 che non ha mai ottenuto il successo sperato. Pierre Dreyfus, però, presidente di una Régie Nationale diventata grande specialista delle piccole, era convinto della necessità di proporre una grande Renault, soprattutto per conquistare i mercati extra Francia, in primis quello statunitense su cui Renault si era affacciata con successo nel 1956.

Pierre Dreyfus lancia così nel 1958 il progetto 114, un’auto statutaria dotata di un motore 6 cilindri 2.2 e una carrozzeria a sei finestrini tipica di una limousine, disegnata dallo stilista italiano Ghia. Gli studi avanzano bene, a tal punto che vengono costruiti quattordici prototipi per realizzare le prove su strada, ma paradossalmente è qui che tutto si ferma.

Dreyfus decide, all’inizio del 1961, di rinunciare al progetto. Le ragioni molteplici: crollo delle vendite negli Stati Uniti, tensioni in diversi mercati europei, costo previsionale del progetto eccessivo, interrogativi sull’alto di gamma in Francia. Insomma, il progetto 114 si arresta, ma l’idea di una Renault alto di gamma non viene abbandonata e si passa così al progetto 115.

Da subito, però, si pone il problema delle tempistiche, perché tenuto conto degli strumenti tecnici e dei metodi utilizzati, il progetto 115 non potrà andare in porto prima della metà del 1966 e con la fine produzione della Frégate Renault rischia di allontanarsi dalla clientela dei modelli superiori.

Si accelerano i tempi e nell’estate del 1964 lo studio arriva al termine: la prima foto ufficiale è pubblicata in settembre sulla rivista Automobile Magazine con la legenda: Renault 1500, mentre il nome Renault 16 viene svelato a dicembre.

L’AUTO DA VIVERE
Lanciando la R4 nel 1961, Renault ha inventato l’auto da vivere, quella che si adatta a una società in piena trasformazione, un’auto per il lavoro e per il tempo libero, per la città e la campagna. Puntando su questo concetto, la Renault 16 viene immaginata proprio come un’auto da vivere, elemento cardine di un’auspicata differenziazione dalla concorrenza.

Il design assume un’importanza fondamentale. Nel 1961, la R4 ha sorpreso i suoi fan e anche molti detrattori, che ne criticavano l’eccessiva somiglianza a un veicolo commerciale. La Renault 16, quindi, si presenta fin dall’inizio con uno stile spigoloso che resterà suo appannaggio: struttura a due volumi, portellone posteriore, carrozzeria con sei finestrini, linea di cintura della scocca bassa, padiglione alto e assenza di gocciolatoi, nulla in comune con le caratteristiche delle 1.500 cm3 dell’epoca.

La Renault 16 adotta infatti uno stile radicalmente diverso, proponendo un look moderno più che accattivante. Oltre al design molto originale, la Renault 16 si distingue per un’abitabilità fuori dal comune, offrendo una versatilità nell’utilizzo che non è proposta da nessuna 1.5 dell’epoca se non in versione familiare. Renault non si accontenta, tuttavia, di un portellone e di una panchetta ribaltabile: lo spazio interno è organizzato intorno a un volume del bagagliaio programmato per quattro tipi di utilizzo.

La posizione “normale” corrisponde al trasporto di quattro o cinque persone, con un volume del bagagliaio di 346 litri. La posizione “partenza per le vacanze” permette di far avanzare il divano posteriore, lasciando spazio sufficiente ai tre passeggeri posteriori e offrendo contestualmente uno spazio di carico di 424 litri. La terza e quarta posizione corrispondono a funzioni occasionali, in cui il divano posteriore non è utilizzabile.

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Elettra Cortimiglia
Generazione ‘95, è amante della musica, in particolare dei Linkin Park. Conosce il mondo dei motori perché si ritrova in famiglia due giornalisti d’auto. Per la serie: non c’è 2 senza 3! Gestisce una bellissima pagina Facebook dedicata ai Linkin Park e al vocalist della band.