Il “day after” di Romano Fenati è uno di quei giorni che non si vorrebbero vivere. Dopo il suo gesto scellerato durante la gara di Moto2 del GP di San Marino e della Riviera di Rimini sono piovute giù critiche pesanti da più fronti. Persino minacce di morte.

Il gesto di Romano Fenati nei confronti di Stefano Manzi è privo di logiche e giustificazioni: in pieno rettilineo, a oltre 200 km/h e con palese intenzionalità, va ad azionare la leva del freno anteriore della moto di Manzi. È qualcosa di inaudito, mai visto. Per fortuna i due piloti sono rimasti in piedi. Vivi e vegeti. E dire che Fenati non è nuovo a comportamenti del genere: in Moto3, nel GP di Argenta del 2015, si rese protagonista di un episodio simile, in quel caso con Niklas Ajo a farne le spese.

Per lo scellerato gesto di ieri durante il GP di Misano la direzione gara ha subito esposto a Fenati la bandiera nera, infliggendogli poi due gare di squalifica. Una bazzecola. Ha invece usato il pugno di ferro il Marinelli Snipers Team, che ha comunicato ufficialmente questa mattina di aver rescisso il contratto. In dubbio ora il contratto di Romano Fenati con MV Agusta per la prossima stagione, quando andrà ad affiancare proprio Stefano Manzi.

Giovanni Castiglioni, patron di MV Agusta che tornerà nel motomondiale con il team Forward di Moto2, ha commentato così il gesto di Fenati su Instagram: “Questa è stata una delle peggiori e più tristi azioni che io abbia mai visto in una gara di moto. Un vero sportivo non agirebbe mai in questo modo. Se fossi la Dorna lo escluderei dal mondo delle corseRiguardo al suo contratto mi opporrò in ogni modo per cessarlo. Non rappresenta i valori della nostra azienda”.

Parla Fenati: “Chiedo scusa a tutto il mondo sportivo”

Difficile che il mondo del motociclismo e dello sport possa dimenticare in fretta il folle gesto di Romani Fenati, il quale oggi ha provato nuovamente a spiegare la propria versione dei fatti. Chiedendo scusa, tanto per iniziare. Ecco quanto pubblicato sul suo sito ufficiale.

“Chiedo scusa a tutto il mondo sportivo.Questa mattina, a mente lucida, avrei voluto che fosse stato solo un brutto sogno. Penso e ripenso a quei momenti, ho fatto un gesto inqualificabile, non sono stato un uomo! Un uomo avrebbe finito la corsa e poi sarebbe andato in Direzione Gara per cercare di ottenere giustizia per i precedenti episodi. Non avrei dovuto reagire alle provocazioni. Le critiche sono corrette e comprendo l’astio nei miei confronti. Voglio scusarmi con tutti quelli che credevano in me e tutti quelli che si sono sentiti feriti dalla mia azione.

È uscita un’immagine di me e dello sport tutto orribile. Io non sono così, chi mi conosce bene lo sa! Nella mia carriera, sono sempre stato un pilota corretto. L’anno scorso sono stato uno dei pochissimi a non ricevere alcuna penalizzazione, non ho mai messo a repentaglio la vita di qualcun altro, anzi, ho sempre sostenuto che ci sono piloti pericolosi, in pista, per stile di guida.

È vero, purtroppo ho un carattere impulsivo, ma la mia intenzione non era certo quella di fare del male a un pilota come me, ma volevo fargli capire che quello che stava facendo era pericoloso e che anch’io avrei potuto fargli delle scorrettezze così come lui le aveva appena fatte a me! Non voglio giustificarmi, so bene che il mio gesto non è giustificabile, voglio solo scusarmi con tutti. Ora avrò tempo per riflettere e schiarirmi le idee”.

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Dario Cortimiglia
Giornalista professionista dal 2005, ottiene la laurea magistrale in Televisione, Cinema e Produzione Multimediale allo IULM e nel 2009 vince un concorso SKY per cortometraggi. Conclusione? Scrive di auto, ma è ancora convinto diventerà un grande regista. Founder & admin di @igers_messina e @exploringsicily.it.