Come Volkswagen (e mentre negli Usa si attacca Fca), anche Renault avrebbe taroccato i motori di alcuni dei suoi modelli per passare i test antinquinamento. Secondo il quotidiano francese Liberation, che avrebbe tra le mani dei documenti ufficiali, i modelli incriminati sarebbero Captur e Clio IV e coinvolti ci sarebbero anche i piani alti della dirigenza, fino al numero uno Carlos Ghosn.

Il Gruppo Renault, proprio come VW, avrebbe istallato sui modelli in questione dei dispositivi per falsificare i test sulle emissioni, ingannando quindi “i consumatori sui controlli effettuati e in particolare sul controllo dell’omologazione sulle emissioni inquinanti”. Così si leggerebbe nel documento della Direzione generale della concorrenza, del consumo e della repressione delle frodi francese (Dgccrf) redatto a novembre.

Il documento di cui il quotidiano Liberation è entrato in possesso parla di modelli recenti, ma secondo l’Antifrode francese queste pratiche illegali risalgono addirittura al 1990, ovvero alla prima generazione della Clio.

Il Gruppo Renault ha preso atto dell’articolo pubblicato oggi sulla stampa francese, ma non si sbilancia. Si legge in una nota ufficiale della Casa, infatti, che “il Gruppo Renault non intende commentare una procedura di istruzione in corso, per definizione riservata, e alla quale, in questa fase, l’azienda non ha accesso. Renault non può, pertanto, confermare l’attendibilità, l’esaustività né l’affidabilità delle informazioni contenute nel suddetto articolo. Renault dimostrerà di aver rispettato la normativa e fornirà tutte le spiegazioni ai magistrati incaricati dell’istruzione della pratica”.