Le creazioni di Ferruccio Lamborghini si distinguevano per grinta, design e alta tecnologia. Prima ancora che con le auto, fu così con i trattori, produzione di cui Lamborghini si occupò a Cento dal 1948 al 1966 e a cui Matteo Vitozzi dedica il volume edito da L’informatore Agrario “Trattori Lamborghini. Nella storia, tra eleganza e perfezione” raccogliendo e ripercorrendo tutta la produzione veicolare agricola Lamborghini, dagli esordi ai modelli ante colorazione bianca. Il libro, presentato a Eima 2016, è un vero must per collezionisti e appassionati, in quanto contiene misure, colori, datazione e motorizzazione di tutti i trattori creati da Lamborghini, oltre 50 modelli.

Versatilità, qualità produttiva e una tecnologia avanzata di almeno 10 anni rispetto ai concorrenti del periodo sono i motivi del successo della produzione agricola targata Lamborghini, il cui modello più in voga fu il DL25 Motore MWM (1952/1960) prodotto in 916 unità e duratura al punto che secondo un censimento di Federunacoma, nel 2001, a 50 anni dall’inizio della produzione, del Lamborghini L33 Motore Morris 6 Cilindri erano ben 16 le unità ancora al lavoro nei campi italiani.

Lamborghini L33 Motore Morris 6 Cilindri
Lamborghini L33 Motore Morris 6 Cilindri
LA NASCITA DELL’IMPRENDITORE

Nella prefazione di William Dozza, si racconta come Ferruccio Lamborghini non era “tagliato” per star dietro alla terra di famiglia, nelle “basse ferraresi”. Sin da piccolo fece tanto per essere inviato a scuole oltre le tre classi elementari, il che non era normale per le famiglie contadine degli anni Venti.

Da apprendista meccanico a 17 anni è “richiamato” in guerra a Rodi nel reparto manutenzione mezzi militari e una volta “reduce”, trentenne, apre la sua prima bottega di riparazioni autocarri. Da lì alla costruzione delle prime carioche il passo fu breve, ma il salto di qualità avvenne quando a Cento, in piena campagna ferrarese, incontrò un imprenditore che si occupava del recupero di materiale militare distrutto o abbandonato. Un “indotto” che Lamborghini iniziò a plasmare in una “produzione di pace” secondo regole di design e prestazioni che si rivelarono presto sorprendenti.

“C’è un filo conduttore che lega tutta la produzione agricola Lamborghini: la classe. Ciascuna livrea rappresenta una lavorazione perfetta, alla guisa di un orafo, che rende unico e apprezzabile ogni esemplare”. Matteo Vitozzi.

DAI TRATTORI ALLE AUTO

Fuori dal libro, la leggenda narra che fu una lite tra Enzo Ferrari e Ferruccio Lamborghini a dare il via al progetto delle auto con il simbolo del Toro: una sfida diretta al concorrente Cavallino Rampante. Si racconta, infatti, che in risposta alle lamentele di Lamborghini sulla frizione della sua Ferrari 250 GT, il Drake rispose: “Che vuol saperne di auto lei che guida trattori?”.

Una provocazione che portò Lamborghini ad abbandonare la produzione di trattori per costruire l’automobile perfetta. Ma questa è tutta un’altra storia.

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